Il Pentolino di Rame | Lattacciolo marchigiano
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Lattacciolo marchigiano

 

 

Lattacciolu” è l’appellativo corretto con il quale si indicava questo dolce, originario dell’entroterra maceratese. E’ un budino morbido e delicatissimo, dai sapori “primari”.

Giovanni Ginobili, poeta vernacolare e narratore dimenticato della nostra plurale regione, raccontava che a Piobbico di Sarnano, il “lattacciolu” veniva servito agli ospiti mentre a Fabriano veniva offerto dalle giovani coppie di sposi al padrone, otto giorni dopo le nozze.

La cottura andava eseguita sul camino, in una pentola di terracotta, mescolando tutti gli ingredienti con un cucchiaio di legno, girando sempre nello stesso verso fino ad ottenere la consistenza di una “polenta lenta”.

Una volta sciolto si versava in una teglia di rame stagnato unta di miele e si lasciava cuocere sui mattoni bollenti valutandone la consistenza con l’antenato nel nostro stuzzicadenti: un ferro da calza, il quale segnalava l’avvenuta cottura del dolce riemergendo completamente pulito dal tegame.

 

 

Lattacciolo

1 lt di latte

130 gr di miele

2 uova

6 tuorli

La scorza grattugiata di un limone BIO

Cannella/vaniglia

Rhum (2/3 cucchiai)

 

Con queste dosi otterrete circa 1,5 lt di composto

Intiepidite il latte in un pentolino e scioglieteci dentro il miele. Lasciate raffreddare. Aggiungete gli aromi desiderati: io ho messo la scorza di un limone, tre cucchiai di rhum e un cucchiaino di cannella.

A parte, sbattete leggermente le uova e i tuorli e unite i due composti.

A questo punto potete cuocere il dolce a bagnomaria, in una casseruola imburrata e cosparsa di zucchero caramellato, facendo attenzione a non farlo bollire.

Io ho preferito cuocerlo al forno a 140° per circa 1 ora e mezza.

 

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